Quando la terra barcolla

Quando la terra barcolla
la soluzione è danzare.
Condurre con grazia
la croce personale e
con passo leggiadro
scavalcare la montagna.
Ma ricordarsi che
non esistono istruzioni
su come liquefarsi, eleganti,
nel disordine divino,
e che nulla è uguale ad altro
per quanto ci s'impegni,
tocca quindi rinunciare
al paragone.
Così, nel dubbio, accetto
d'essere infruttuosa (sacrilegio!)
perenne inizio a cui manca
il gran finale (ma chi lo vuole?)
e, a modo mio, splendo.

(Valentina R.)

#poesia del #lunedimattina

Ogni pelle è storia d'amore

tra noi e il mondo.
Perimetro di solitudine svela
occulti messaggi, mancate carezze,
offese che dietro muta presenza
si nascondono.
Quando lei più non ci contiene,
e attraverso il corpo parliamo,
è perché dall'interno il taciuto
divampa e spalle al muro
ci costringe a vedere.

(Valentina R.)

Dietro uno sguardo sfumato d'azzurro

barche dormono sotto teli di cera
in attesa del momento propizio.
Aglio e mare,
vernice e sale...
panni stesi profumano
le antiche strade.
Ricucire con filo di minuziosi
sentori quel che un giorno
sembrava perduto,
e ora che il vento chiede scompiglio
dal profondo blu emerge
punto fermo che ogni timore
allevia.
(Valentina R.)
*PRIMA-VERA*

Memorie di nudi rami ornano
un cielo che ancora pesa,
eppure a ben guardare nulla sfugge
al turgido richiamo di gemme
in attesa,
soave lacera il canto degli uccelli
l'invernale coltre di chi ancora
della luce ha timore.
Ormai la vita è pronta a celebrare
la sacra unione e nel buio
non puoi più tornare.

(Valentina R.)

Tutto nasce - Valentina Ricca

Tutto nasce

Vive sfiorando sotterranea superficie
invisibile moto di muta voce
brulica rigenerata linfa.
Ignari loro pensano che nulla
siano gli alberi spogli, se non
chiusi corpi che aspettano il sole.
Eppure, non visto, tutto nasce
e freme per poter tornare.

Il Bergamino di Giorgio Cesati Cassin - capitoli X e XI e conclusione

CAPITOLO X

Bergamino guarda sua moglie, sa che Cecilia è dalla sua parte, anche se le racconta un fatto come lo scandalo del convento di clausura. Che sia vero o immaginato, non ha importanza, per lei è senz’altro accaduto, tanto che se lo ricorda, lo arricchisce e gli fa sapere quanto una piccola storia sia radicata nella grande Storia. Se poi il prete infoiato abbia generato tutti quei poveri bimbi, e abbia sfidato i Provveditori per gettarli nel Ticino, e se anche il boia maldestro esiste solo nel suo sogno, nel tempo del loro discorso e nel tempo della fabula non è detto che tutto debba coincidere, non c’è un intreccio come in una storia cantata in cui la musica accompagna il racconto.

***PREGHIERA AL MARE***

Fammi tornare,
che il tuo vento non temo,
tra le tue onde apri un varco
dove io possa camminare.
In cambio ti lascio smessi abiti
che più non abito,
per ritrovarmi nuda, originaria
tra le tue braccia cullata, mare,
come l'inizio d'ogni cosa.

(Valentina R.)

Il Bergamino di Giorgio Cesati Cassin - capitoli VIII e IX

CAPITOLO VIII

Le riunioni al Castello Sforzesco si susseguono con frequenza e regolarità. Di fuori, dal mondo articolato, arrivano le notizie di re Carlo VIII che sta risalendo lo stivale e cerca di evitare uno scontro con la lega italiana.La rapidità e la facilità con cui Carlo VIII raggiunge Napoli e la posizione di dominio in Europa che gli deriva dall'unione delle corone di Francia e di Napoli suscitano la formazione di una Lega antifrancese, composta da Venezia, Impero, Papato, Milano e Spagna.

Poesia di capodanno

 

Se ti nu senti l'ouduu ri froesceui quandu aa sciorte da u barcun fousci  vuurerà che ti fazzi in tampun.


Se aa nonna o au nonnu ti vœi staa vixin, forsci u l'è u caxu che ti te fazzi a terza dose ru vaccin.

Se ti vai au risturante cu u vestiu de strasse, forsci u l'è u caxu che ti te fessi u greenpasse.


Se ti nu vœi faa in belin perché ti te senti in pocu novax, forxi u l'è u caxu che ti fessi gli augüri via fax.


E vistu che a fin de l'annu a sta piandu in brüttu andassu, stattene a ca toa e nu rumpe u cassu.

 

Silvia Pallanca

Il Bergamino di Giorgio Cesati Cassin - capitolo VII

Se Gian Galeazzo Maria palesa indifferenza davanti allo strapotere dell'ormai troppo ingombrante tutore, Isabella manifesta una tenace volontà nel rivendicare il proprio ruolo di duchessa ufficiale, mettendo i bastoni tra le ruote a Ludovico. Questi, dopo più di un anno di vana attesa di gravidanza dal loro matrimonio, si diverte e sbeffeggia il nipote tacciandolo di pigrizia e d’impotenza sessuale. Si crea così una forte tensione con la cugina e neosposa Beatrice d'Este, ricoperta di onori e di gloria, anche se ancora vergine. Isabella è invece costretta ad un esilio perpetuo al fianco di un marito ogni giorno più insignificante che non fa che consumarsi in stravizi, astutamente alimentati dalle casse dello zio.

Vallecrosia mon amour di Gianni Rabbia

Quando i miei genitori, scomparsi da tempo, iniziarono a cercare in Liguria un alloggetto dove trascorrere gli anni della loro vecchiaia (eravamo nei primi anni '70) nè mio fratello nè io mettemmo lingua. Ma speravamo comunque che avrebbero trovato un posto dove il clima (molto meno rigido della glaciale Cuneo) e la possibilità di godersi i loro anni di una vecchiaia che li vedeva ancora nel pieno delle forze consentisse   di coltivare conoscenze nuove, interessi diversi e quanto si erano guadagnati dopo una vita spesa per la famiglia e con il lavoro. Iniziò la ricerca, prima  nel savonese, poi a Sanremo. Infine, pensando di utilizzare anche la ferrovia (la rinata Cuneo-Nizza) per giungervi non solo in auto, capitò l'occasione a Vallecrosia.

Stefano Romeo

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